venerdì 19 febbraio 2016

Per l’azienda ci sono ancora margini per peggiorare i tempi di lavoro, PER GLI OPERAI NO!


Per l’azienda ci sono ancora margini per peggiorare i tempi di lavoro,

PER GLI OPERAI NO!

La linea minivan in 3R porta avanti da due settimane uno sciopero di un quarto d'ora contro l'aumento di produzione, da 18 a 19 veicoli, (pari a 24 minuti di lavoro in più) , mentre la linea 2 in 2R ha scioperato ieri per mezz'ora dopo il rifiuto dell’azienda di abbassare i ritmi attraverso l’aggiunta di stazionamenti.
La Piaggio rifiuta trattative vere e ai delegati riconosce solo il diritto di dare piccoli suggerimenti su come organizzare meglio il lavoro, al solo scopo di collaborare cosi' all'obiettivo di spingere la produzione fino al limite di sopportazione dei lavoratori e fare uscire dalla linea la produzione prevista, senza possibilmente aumentare i costi per l’azienda.
Questi dirigenti, dopo aver tenuto a casa per mesi gli operai in solidarietà (la linea 2 è stata l’ultima linea a rientrare) adesso sono già li pronti come sanguisughe a succhiare minuti di respiro a chi lavora, con particolare accanimento a quelli che sono già nel luogo più duro della fabbrica, la catena.
Noi non ci stiamo a dare questa collaborazione alla Piaggio
Agli incontri con l'azienda bisogna pretendere risposte serie su richieste chiare che riguardino sempre l’interesse collettivo dei lavoratori.
La strada della collaborazione, dei piccoli aggiustamenti individuali, purtroppo seguita da molti delegati da 20 anni a questa parte, ci ha portato solamente a lavorare sempre di più fino ad incidere sulle nostre condizioni di salute.
Ma con questi scioperi i lavoratori hanno capito che bisogna seguire un'altra strada, di contrasto alle richieste aziendali e di affermazione delle proprie esigenze, e con questi scioperi dimostrano anche quale e' la vera unità che serve per ricostruire la forza necessaria ad affrontare i problemi reali che ci sono in fabbrica e far capire alla Piaggio che non le è permesso di continuare ad incrementare i suoi guadagni sulla pelle dei lavoratori.

Delegati FIOM: Cappellini, Malventi, Guezze, Tecce
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